Le nostre (cattive) abitudini a tavola

In una dieta alimentare scorretta ci sono troppi grassi e carboidrati, c’è poca frutta, verdura e fibre, ci sono troppe bevande zuccherate e dolci (per non parlare di alcol e fumo). Le cattive abitudini alimentari vanno a sommarsi alla sedentarietà sempre più crescente: l’organismo non riceve il giusto carburante, la “macchina” non si muove abbastanza, e le inevitabili conseguenze sono dannose.

Le molte proprietà del Superfrutto, le bacche di Goji, assieme ad una corretta alimentazione e al giusto esercizio fisico, possono certamente darci molti benefici utili per la nostra salute e il benessere fisico. Qui di seguito troverete alcuni dati interessanti relativi alla dieta degli europei (fonte www.salute.gov.it). “Da varie indagini effettuate su domanda e vendita di alimenti, acquisti fatti dalle famiglie, consumo individuale, si evince chiaramente come la dieta degli adulti europei sia eccessivamente ricca di grassi: la percentuale di lipidi varia infatti dal 30% fino a oltre il 40% dell’apporto calorico totale, quando quella raccomandata sarebbe del 15-30%. Anche la quota di energia derivata dai carboidrati eccede spesso quella raccomandata (10%).

Inoltre, negli ultimi quarant’anni frutta e verdura stanno gradualmente diminuendo sulle tavole europee: in molti Paesi il consumo medio individuale è significativamente più basso di quello minimo raccomandato (400 g al giorno). In generale, la dieta degli europei è piuttosto povera di fibre, a causa della scarsa introduzione di cereali, oltre che di frutta e verdura.
Inoltre, un pasto eccessivamente ricco di grassi e zuccheri, ma povero di fibre, in genere sazia poco, nonostante l’elevato apporto calorico.

La dieta mediterranea è da sempre considerata un modello sano per l’alto contenuto di frutta, verdura, pesce e oli vegetali. Oggi, però, nei Paesi dell’Europa meridionale questo modello sta a poco a poco scomparendo, specialmente fra i più giovani, adeguandosi sempre di più a quello dei Paesi dell’Europa Nord-occidentale.

Un altro fattore da considerare è il consumo di bevande zuccherate (soft drinks), in aumento in quasi tutti Paesi negli ultimi dieci anni.

Fonte: D.G. Prevenzione sanitaria (www.salute.gov.it).

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